Ciao a tutte, sono Diana e sono diventata mamma il 27 maggio 2018 del mio piccolo miracolo Sarah. Fin da subito si è rivolta verso il seno ed era già “programmata”: lei sapeva farlo, quella che doveva imparare ero io!
Dicono che l’allattamento è molto più faticoso del parto e per certi versi è vero. All’inizio ho pensato di non avere abbastanza latte, perché il seno delle altre mamme traboccava facendo bagnare reggiseni e magliette e i bimbi stavano attaccati h24, mentre a me non succedeva (premetto di essere partita con una quinta coppa d), all’uscita dall’ospedale la mia bimba aveva perso poco peso e mi hanno mandata a casa dicendo che suzione e attaccamento erano buoni.
Prima visita del pediatra. Ero sotto antibiotico per una forte cistite appena arrivata a casa e la pediatra pesandola mi dice che è ancora in calo e che avrei dovuto darle l’aggiunta. Io non avevo comprato biberon e il necessario per un allattamento artificiale. Cercai di far capire alla pediatra che la cosa non mi faceva piacere e che desideravo aspettare ancora qualche giorno, così mi fece allattare e la ripesò dopo la poppata: aveva preso solo 30gr di latte. Senza specificare che il latte si regola nell’arco della giornata e non produce sempre la stessa quantità ogni volta, mi manda a casa fissando un nuovo appuntamento per il lunedì successivo. Lunedì, stessa storia: doppia pesata e niente da fare: dovevo darle il latte artificiale 30ml a poppata. Addirittura ricordo che il pomeriggio mi aveva chiamata per sapere se avevo preso l’occorrente e se la bimba avesse preso l’aggiunta.
Ero furiosa, arrabbiata, demoralizzata per aver un seno tanto grande che non poteva neppure sfamare mia figlia, in più quando allattavo Sarah non riusciva a mettere tutto il capezzolo in bocca e la parte inferiore non era utilizzata, ma ancor peggio era il rapporto con la tetta sinistra che aveva un capezzolo che si ritraeva appena inumidito.
Mi aveva infastidita la chiamata della pediatra, che seppur poteva mostrare interesse, non aveva dato a noi il tempo di prendere le misure e a Sarah il tempo di abituarsi alla tettarella e al nuovo metodo, perché all’inizio non voleva saperne. Senza farla lunga, Sarah inizia a prendere peso fino a prendere 300gr alla settimana, a quel punto la dottoressa mi dice di togliere l’aggiunta. Io sbalordita e disorientata i 30ml glieli davo all’occorrenza comunque, perché non li prendeva a tutte le poppate io la vedevo calma e tranquilla: non piangeva, dormiva e se si addormentava al seno di certo non la svegliavo per darle l’aggiunta. Riesco a toglierle ‘sta benedetta aggiunta (che a dir la verità è più il latte artificiale che buttavo che quello che prendeva) però intanto aveva conosciuto un modo più veloce e meno faticoso per mangiare e poi più dai da mangiare più lo stomaco si allarga…
A metà luglio non le aggiungevo più nulla. Il 23 luglio dovevamo partire in vacanza al mare in Puglia dai miei genitori per due settimane e comincia un’altra lotta con mia madre ( più faticoso del parto e dell’allattamento è tenere a bada le nonne) che sosteneva che io non so come si crescono dei bambini, che meglio mettere una copertina in più che asciuga il sudore, che il caldo e il mare danno sete e più fame e anche contro la mia volontà mia mamma le dava il biberon con l’acqua e ogni tanto un po’ di aggiunta (che mi ero portata per precauzione in casi eccezionali).
Insomma, c’era da litigare e rovinarsi la vacanza, ma per quieto vivere la lasciavo fare qualcosa, non senza battibeccare, ma Sarah cercava la tetta e la prendeva regolarmente.
La sorpresa l’ho avuta al rientro a Parma, quando Sarah non voleva più attaccarsi al seno di giorno: da sveglia, nonostante la fame si girava nel senso opposto al seno strillando e piangendo ed io ero disperata, perché mi sentivo rifiutata, frustrata, ma ero decisa a non perdere il mio latte e a recuperare il nostro rapporto a tre con il seno.
Chiamo medici e professionisti che mi hanno seguito in gravidanza, ma proprio non se ne parla, non ci siamo per niente! Invece di aiutarmi mi demoralizzano, invece di sostenermi, mi appesantiscono di nervosismo.
Grazie invece a delle Amiche, Mamme e Ostetriche conosciute tramite l’Associazione Futura, che mi hanno ascoltata e coccolata in primis e poi consigliata e si son messe a disposizione venendo da me in men che non si dica, con tanta fatica e dedizione, tirandomi il latte, provando e riprovando, aspettando e concentrandomi, in una settimana io e Sarah siamo riuscite a riprenderci il nostro momento.
Sappiamo quanto sia importante il latte materno per una serie innumerevole di motivi, io ho solo scelto di non sacrificare il mio rapporto con Sarah per un po’ di fatica, certo, è faticoso: non hai un momento per te se vuoi recuperare l’allattamento al seno, io ho pianto tanto in quella settimana e tutti mi dicevano ma stai calma e tranquilla, mal che vada cresce lo stesso, questo è vero, ma per me come cresce fa la differenza, sapere che oltre a sfamarla, il mio petto è un porto sicuro dove può sentirsi protetta e curata, per me è vita.
Ho capito quanto sia davvero importante circondarsi di persone positive, propositive, che hanno passato come te tutte le tappe difficili, ma che non hanno mollato, anzi si son messe a ricercare il meglio e si son messe a disposizione di chi come me ha bisogno.
UN CALOROSO RINGRAZIAMENTO ALLE DUE GIUDITTE LA MAMMA E L’OSTETRICA, A CRISTINA E FULVIA DELLA PANNOLINOTECA, A CLELIA CHE ERA IN VACANZA.
DA UN MESE E 5 GIORNI NON ABBIAMO PIU’ BISOGNO DEL BIBERON. DIO CI HA DONATO TUTTO L’OCCORRENTE PER CRESCERE, SARAH 3 MESI E 9 GIORNI PESO 6,900KG PER 66 CM DI ALTEZZA.
GRAZIE DI CUORE, DIANA & SARAH